IP e IK: cosa proteggono davvero quei numeri
Due cifre che decidono se un apparecchio può essere installato legalmente in un luogo. E una confusione costante: l’IP non misura gli urti, l’IK non misura l’acqua.
- Norma di riferimento
- IEC 60529 (IP) · IEC 62262 (IK)
- Scala
- IP20 a IP68 · IK01 a IK10
- Dove si applica
- Interior seco IP20 · Baño IP44+ · Exterior IP65
- Come si misura
- Ensayo de laboratorio sobre la luminaria
Il grado IP (IEC 60529) ha due cifre. La prima protegge dai solidi: 2 significa che non entrano dita od oggetti oltre 12 mm, 5 protetto dalla polvere, 6 a tenuta di polvere. La seconda dall’acqua: 0 nessuna, 4 spruzzi da ogni direzione, 5 getti, 7 immersione temporanea. Un IP65 è dunque a tenuta di polvere e resiste ai getti.
La confusione più costosa è usare IP20 dove non si deve. IP20 significa interno asciutto: va bene per uffici, retail o abitazioni, ma non per i volumi del bagno, una cucina industriale o un esterno coperto esposto. Installarlo lì invalida la garanzia e può violare la normativa elettrica.
Il grado IK (IEC 62262) misura la resistenza all’impatto meccanico, in joule: IK07 (2 J) aree comuni, IK08 (5 J) spazi pubblici affollati, IK10 (20 J) impianti sportivi e parcheggi. Un prodotto può essere IP65 e fragile: sono parametri indipendenti.
Attenzione alla lettura interessata: un IP alto non è sinonimo di qualità, ma di idoneità a un ambiente. Un apparecchio architettonico IP20 con ottica di precisione è molto meglio per un ufficio di uno stagno IP65 progettato per una galleria.
- I 21 prodotti LUMILIGHT sono IP20: interno asciutto. L’esterno richiede un’altra famiglia.
- Nei bagni consulta i volumi normativi: ogni volume impone un IP minimo diverso.
- L’IK conta in scuole, palestre e parcheggi, non in ufficio.
- Un IP alto implica guarnizioni e diffusori che riducono il flusso: non chiederlo se non serve.


